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Chiesa di “Sant’Apollonio Vetere” – Pezzaze

Sopra un’altura spoglia di fabbricati, che domina l’abitato di Stravignino, si alzano i resti dell’antica parrocchiale di San Apollonio. La Chiesa di Sant’Apollonio Vetere sorge dove già esisteva un antico edificio sacro pagano. Essa fu progettata nel 1480 ed ultimata nel 1517. Le decorazioni esterne dell’abside risalgono al primo ‘500 come pure gli affreschi all’interno con scene dalla vita di sant’Apollonio. Del nobile fabbricato, demolito parzialmente dopo la metà del ventesimo secolo, si possono oggi vedere l’abside, due corpi comprendenti due cappelle laterali, la sagrestia e il campanile datato 1533, mentre è andata del tutto perduta la navata. L’ antica costruzione era lunga ben 54 metri e larga più di 20, da come si legge nelle antiche cronache di Pezzaze: “37 passi di lungo e 14 di largo” (un passo romano corrisponde ad 1,48 mt, ndr). Tipici indizi dell’architettura quattrocentesca sono la cella campanaria dalle finestre ad arco acuto, l’abside pentagonale con la cornice a peducci in cotto, i profili a dente di sega che corrono lungo le pareti esterne, i capitelli in pietra a foglie grasse. I restauri eseguiti nel 1958 hanno portato all’individuazione di un ciclo di affreschi del primo cinquecento, celati sotto la pala e sotto le scialbature settecentesche. Il ciclo pittorico è composto da una grande crocifissione che occupa tutta la fascia centrale dell’abside e che ora è limitata dalla soasa settecentesca alla sola scena centrale con il Cristo in croce tra la Madonna e S. Giovanni, con la Maddalena piangente ai piedi di Gesù e S. Apollonio vescovo accanto all’Addolorata. Nel registro inferiore, entro nicchie con arco a pieno centro, corrono le immagini degli apostoli a figura intera e disposti frontalmente, deturpati da ripinture grossolane. Nei due campi centrali, sotto la Crocifissione, si riconoscono S. Pietro e S. Bartolomeo. Negli spicchi della copertura pentagonale dell’abside sono disposti gli evengelisti tra angeli in volo, mentre sulla crocera della cappella di sinistra si accompagnano gruppi di angeli musicanti. Negli spicchi delle pareti laterali del presbiterio sono poste le immagini dei profeti, mentre sulle pareti si vedono episodi della leggenda di S. Apollonio vescovo di Brescia e dei santi Faustino e Giovita. Il ciclo di affreschi (La predica di S. Apollonio e La messa di S. Apollonio) alludendo alle gesta dei numi tutelari della città, si colloca nella temperie spirituale immediatamente successiva al “Sacco” di Brescia del 1512, al quale rimandano anche le frequenti citazioni di armati e cavalieri, con le pittoresche e scenografiche vesti rinascimentali. Le immagini posono essere ricollegate ai cicli di Paolo da Caylina il Giovane eseguiti per la cappella di S. Barnaba nel monastero di S. Pietro in Castello. Questi affreschi costituiscono anche testimonianze preziose per la storia del costume e per la storia degli strumenti musicali, in quanto gli angeli musicanti stringono moltri strumenti tra cui una viola di dimensioni molto ridotte. Il progetto che inizialmente comprendeva anche il ripristino dell’antico sagrato, sede della “Fiera di Sant’ Apollonio” e del piccolo cimitero a lato per ora si è fermato alle pertinenze della chiesa.

(Le suddette informazioni sono state prese dal sito istituzionale del Comune di Pezzaze: http://www.comune.pezzaze.bs.it/istituzionale/chiesa-di-santapollonio-vetere)

 

 

STORIA DEL SANTO

Sant’Apollonio fu il quarto vescovo della città di Brescia: fu proprio sant’Apollonio a convertire e battezzare i santi Faustino e Giovita, a patroni della città di Brescia, accogliendoli nella comunità dei primi cristiani bresciani e in seguito consacrando Faustino sacerdote e Giovita diacono. Secondo la passio dei santi Faustino e Giovita, il vescovo Apollonio sarebbe stato martirizzato sotto l’imperatore Adriano (117-138). Il corpo di sant’Apollonio fu trasferito nella Basilica di San Pietro de Dom nel 1025. Dopo il fortuito ritrovamento delle reliquie del santo avvenuto nella cattedrale cinque secoli più tardi, nel 1503, l’ordine dei notai di Brescia commissionò una nuova arca monumentale destinata a contenerne il corpo collocata dapprima in San Pietro de Dom, quindi in seguito trasferita nella Rotonda e infine, nel 1674, nella nuova cattedrale cittadina, il Duomo Nuovo. La sua ricorrenza si festeggia il 7 luglio.

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