Innamorati del territorio

Santa Barbara, patrona dei minatori

IMMAGINATE…: è il 4 dicembre 1950 e state camminando nei pressi della miniera Torgola di Bovegno. Stranamente tutto è tranquillo. Non si sente il solito martellante rumore dei perforatori, i nastri trasportatori sono spenti, i locomotori fermi in deposito. Anche i forni di torrefazione oggi non funzionano e i loro fumi non offuscano il sole che brilla sul manto di neve caduto questa notte.
Ti chiedi cosa succede e ti avvicini così agli enormi cancelli in ferro per scoprirne il motivo da Gino, il custode. Neppure lui è presente questa mattina e al suo posto un grande cartello recita: “CHIUSO PER SANTA BARBARA”.
Improvvisamente ricordi quando eri bambino e tua mamma che ti portava alla messa il 4 dicembre. Era festa grande e tutti erano felici…
La mattina il papà, lo zio e il nonno erano usciti indossando il vestito buono e sarebbero rientrati solo dopo 2 giorni di intensi festeggiamenti in tutti i paesi dell’alta Valle Trompia all’insegna di balli e canti. Per un giorno non si pensava agli affanni della vita quotidiana e soprattutto la sera, la nonna, riuniti attorno al fuoco, ci raccontava la storia di Santa Barbara mentre mangiavamo castagne arrostite a volontà. Santa Barbara, quante fantasticherie… Ma voi non sapete la sua storia? Ve la racconto io.

La leggenda narra che Barbara fosse una ragazza molto colta e molto bella vissuta a cavallo del III-IV secolo d.C., figlia di un ricco commerciante Romano che, approfittando dell’assenza del padre, si converte al Cristianesimo. Quando il padre torna, dopo un lungo viaggio per motivi commerciali, rinchiude Barbara in una Torre a causa della sua fede. Come per magia, una nuova finestra appare sulla torre, che al tempo aveva solo due finestrelle, simbolo della Trinità cristiana. Il padre fa subito murare la finestra che, dopo una sola notte, si ripresenta. Allora, su tutte le furie, trova un marito per Barbara, un uomo molto più vecchio di lei, con una grande proprietà terriera, pensando che l’amore carnale l’avrebbe allontanata dall’amore verso Cristo
Tutto inutile, Barbara non abiura la sua fede.
A questo punto il padre non può più accettare la figlia ribelle, è diventato ormai uno zimbello per tutto la cittadina. Decide così di giustiziare la fanciulla. Barbara viene decapitata dallo stesso padre sulla pubblica piazza. Immediatamente, dal cielo limpido, scende un fulmine che incenerisce il padre. Ecco che così Santa Barbare diventa la protettrice di coloro che hanno a che fare con gli esplosivi, in particolare dei minatori e dei Vigili del Fuoco.

Una volta nel tetto, noi bambini ci addormentavamo, al suono delle dolci parole di una canzone popolare valtrumplina “oh Santa Barbara, Santa Barberina dei minatori sei la regina…”

Se vi è piaciuto questo racconto e volete scoprire di più sulla festa di S. Barbara, il 4 dicembre, o la domenica più vicina a questa data, alla Miniera Marzoli di Pezzaze è possibile assistere alla Santa Messa celebrata proprio all’interno della Miniera Marzoli in onore della Santa e in ricordo dei minatori. Inoltre, a seguire, proprio come un tempo, segue il pranzo dei minatori a base di prodotti e prelibatezze locali tradizionali.

 

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